Il senso di Obama per la sicurezza

La società cinese Ralls non potrà costruire i propri impianti eolici in Oregon, negli Stati Uniti. A cancellare i contratti di acquisizione di quattro siti per pale eoliche nello stato dell’ovest è stato Barack Obama in persona, che ha usato il veto presidenziale – il primo da ventidue anni per accordi commerciali – per espropriare i terreni già comprati da Ralls. Ufficialmente, spiega la Casa Bianca, la decisione è dovuta alla necessità di tutelare la “sicurezza nazionale”, dal momento che il parco eolico dell’azienda di Pechino sarebbe sorto a poche miglia di distanza dalla base della Marina di Broadman.
17 AGO 20
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La società cinese Ralls non potrà costruire i propri impianti eolici in Oregon, negli Stati Uniti. A cancellare i contratti di acquisizione di quattro siti per pale eoliche nello stato dell’ovest è stato Barack Obama in persona, che ha usato il veto presidenziale – il primo da ventidue anni per accordi commerciali – per espropriare i terreni già comprati da Ralls. Ufficialmente, spiega la Casa Bianca, la decisione è dovuta alla necessità di tutelare la “sicurezza nazionale”, dal momento che il parco eolico dell’azienda di Pechino sarebbe sorto a poche miglia di distanza dalla base della Marina di Broadman, dove si testano i droni e gli altri veicoli tecnologicamente avanzati a disposizione delle Forze armate americane. Più che al potere del vento – sospetta Washington – i cinesi potrebbero essere interessati a carpire i segreti dei droni, cercando di replicarli. Ralls non ci sta e i suoi legali – Viet Dinh e Paul Clement, rispettivamente assistente dell’attorney general (il ministro della Giustizia) e solicitor general (il primo consigliere giuridico del ministro della Giustizia) negli anni dell’Amministrazione di George W. Bush – definiscono illegittimo il veto presidenziale perché “contrario alla norma costituzionale che tutela la proprietà privata”. Una fonte della società cinese, preannunciando l’intenzione di fare causa al governo americano, dice che “il presidente non è al di sopra della legge, anche se a essere coinvolta è la sicurezza nazionale”.
Obama usa modi duri a seconda delle sue priorità, ma col fatto che si muove di pragmatismo in pragmatismo, senza una visione complessiva, è difficile stabilirle, le sue priorità. La questione cinese è resa più complessa dal fatto che i rapporti con Pechino sono viziati da un sospetto preventivo. Ma c’è una contraddizione di fondo, nell’impalcatura della sicurezza nazionale voluta da Obama. Si dà la caccia ai terroristi, ma non li si chiama così; si difende il primo emendamento ma si condanna il film “ripugnante” su Maometto come prima causa degli attacchi antiamericani in medio oriente e si fa la guerra al suo autore; si bombardano covi di terroristi con droni sempre più infervorati, e poi si tende la mano. Si fa, ma non si dice.